Ocean Array Cleanup: inizia ufficialmente la pulizia degli oceani

FEEL GOOD Matitù

Era l’ormai lontano 2010 quando un giovane olandese in vacanza in Grecia decise di immergersi nelle cristalline acque del mediterraneo. Quel ragazzo, allora sedicenne, si chiamava Boyan Slat e quel mare, tutt’altro che cristallino, conteneva più plastica che pesci.

Boyan Slat
Boyan Slat

 

Da quel giorno Boyan Slat si dedicò completamente allo studio e alla ricerca di un metodo per ripulire gli oceani. Prima una ricerca al liceo e poi la partecipazione al TEDx talk di Delft (Olanda – 2012), dove presentò la sua intuizione: usare le correnti oceaniche per accumulare e raccogliere i rifiuti. Un anno dopo fondò The Ocean Cleanup la fondazione che ancora oggi sviluppa il progetto, concentrandosi soprattutto sulla zona conosciuta come The Great Pacific Garbage Patch

 

 

 

Ma cominciamo dall’inizio, cos’è il Great Pacific Garbage Patch ?

 

Great Pacific Garbage Patch

 

Oltre 2 milioni di tonnellate di plastica entrano ogni anno negli oceani dai fiumi, parte di questa plastica non affonda e, trasportata dalle correnti oceaniche, si concentra in 5 grandi zone. La Great Pacific Garbage Patch è la più grande e si trova tra le Hawaii e la California. Una superficie di 1.6 milioni di Kmq, pari a 5 volte l’Italia, ricoperta dalla plastica.

 

Great Pacific Garbage Patch - info1

 Great Pacific Garbage Patch - info2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Great Pacific Garbage Patch - info3

L’Ocean Array Cleanup : che cos’è ?

Cercare di ripulire questo mare di rifiuti con metodi tradizionali – navi e reti – richiederebbe decine di anni, se non migliaia, a costi altissimi. L’Ocean Array Cleanup è ambizioso e si prefigge di ripulire il 50% della Great Pacific Garbage Patch in 5 anni, a partire da Giugno 2018.

Ocean Array Cleanup - funzionamento

La struttura è tanto semplice quanto geniale. È composta da 2 grandi braccia galleggianti ancorate a delle ancore “galleggianti”, in luoghi strategici dove le correnti oceaniche normalmente veicolano i rifiuti.

Le braccia galleggianti sono dotate di paratie che raggiungono i 3 metri di profondità; è in questi primi metri, infatti, che si concentra la maggior parte della plastica.

I rifiuti vengono convogliati verso il centro dove poi verranno raccolti e smistati, se possibile, per il riciclo. 

Il progetto arriva da 2 anni di sperimentazione nel mare del Nord, dove le forti correnti hanno permesso ai tecnici di collaudare il progetto. Ora la piattaforma è in viaggio verso la Great Pacific Garbage Pach, la sfida definitiva, superata la quale il progetto sarà applicato, step by step, su scala globale entro il 2020.

Il tanto osannato “sviluppo” umano ha ormai fatto pagare un prezzo troppo alto al nostro Pianeta ed è giunto il momento di invertire la rotta, non necessariamente del progresso, ma almeno del buonsenso. 

 

Fermiamoci un attimo e guardiamoci attorno…cominciamo a fare qualcosa per curare questa grande magia chiamata Terra.

 

The Ocean Cleanup è un’organizzazione no-profit il cui progetto può essere sostenuto, oltre che cambiando le proprie abitudini nell’uso della plastica, anche da una donazione.

The Ocean Cleanup